23 CANDELINE SPENTE 4.67/5 (3)

-7 maggio 2017-

Quest’anno è stato un compleanno diverso, speciale.
Non ho solo spento una candelina in più, ma ho iniziato questa grande avventura con il mio blog.
Sono stati giorni molto impegnativi, fatti di spese pazze, corse all’ultimo secondo, articoli da scrivere, torte da fare, lavoro, università e tanti shooting fotografici alle mie torte.
Giornate piene, belle e non sempre facili.
Fino ad arrivare al mio giorno, finalmente. E come ogni anno sono distrutta ma felice.
Poi, però, vedo i miei amici lì per me, e tutta la fatica sparisce. Iniziano le risate pazze, i racconti imbarazzanti, l’amico scatenato che anima la festa e un’amica che ti abbraccia. Tutto questo intorno a una tavola imbandita di cibo. Posso chiedere di meglio??

Come ogni anno, ho festeggiato nella taverna di casa mia, ma questa volta con tanti cupcakes, creme e fonduta di cioccolato con la frutta.


Ci sarebbe dovuto essere anche un semplice intercalare di salato, ma poi è arrivato mio fratello che ha iniziato a cucinare una teglia gigante di salsa messicana; ed ecco che la mia idea carina e raffinata di un semplice rinfresco, si è fatta spodestare da litri di salsa messicana per farcire ottomila tortillas. “Forse è troppo” pensai, ma poi, mi sono ricordata che i miei amici sono degli animali a tavola.
Alla fine, infatti, hanno divorato quasi tutto, rischiando il coma. Così, anche questa volta, il mio dovere di nonna che ingozza i suoi pargoli, l’ho fatto.

Dopo esserci sfondati di cibo, chiacchiere e risate, è l’ora di spegnere le candeline.


Finalmente l’ora della torta, la mia parte preferita delle feste!
Ho pensato di fare questa torta semplice, con strati di Pan di Spagna, Camy Cream e Crema Chantilly. Ho poi voluto decorarla con del velo da sposa, semplice ma speciale.

È appena passata la mezzanotte, Filippo corre da me a darmi un bacio.
Davanti a me ho una torta con 18 candeline, anche se ne compio 23 e la tavola è passata da quella delle bambole a quella di un’orda di barbari. Nulla è come dovrebbe essere ma intorno a me ci sono loro, i miei amici e la mia famiglia, che mi cantano la solita canzoncina; li guardo e continuo a sorridere imbarazzata, ma con quegli occhi lucidi di chi pensa di aver ricevuto tanto dalla vita.

Poi ci sono loro, le amiche di una vita.
Quelle che ormai sono parte di me.

Che festa! E che belli che sono i miei amici. Ne mancava qualcuno, ma erano comunque lì con me nel mio cuore.

Chiara

 

 

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